Fideiussione bancaria: il fideiussore-consumatore può essere liberato

In generale, cosa sono le fideiussioni e perché possono essere pericolose per chi le rilascia?

La fideiussione è un contratto di garanzia con il quale un soggetto assume l’obbligo di tenere indenne il creditore dall’inadempimento di un debitore.

In pratica, con il contratto di fideiussione il garante assume l’obbligo, in solido col debitore, di saldare il credito assunto in caso di mancato adempimento.

È un contratto molto insidioso, poiché questo impegno, normalmente, viene richiesto dalle banche ai familiari di un imprenditore cliente, al fine di garantire le attuali e future linee di credito concesse.

Spesso, il fideiussore non ha la consapevolezza che sta mettendo a rischio l’intero patrimonio, anche per il fatto che il contratto assume la struttura di un modulo da sottoscrivere senza alcuna altra formalità. Il tutto, per favorire l’attività commerciale di una persona cara.

Cosa accade in caso di inadempimento del debitore?

Una cosa molto semplice e devastante. La semplice firma al modulo consente alla banca di aggredire i beni del fideiussore mediante azioni esecutive.

Il fideiussore, per non vedersi espropriare dei propri beni dovrà fare una battaglia legale per sperare di ottenere l’annullamento del contratto di garanzia.

È possibile far annullare le fideiussioni?

Diciamo che l’annullamento è un istituto giuridico ben specifico e non è corretto parlare di annullamento in senso tecnico.

Una fideiussione è un contratto bancario e come tale deve sottostare alle regole principali stabilite dal codice civile.

Ad esempio, è importante che sia indicato il limite della garanzia, altrimenti l’oggetto del contratto è indeterminato e la fideiussione nulla.

In generale, come detto le fideiussioni sono schede contrattuali standard molto simili per tutte le banche e, per tale loro uniformità, sono sottoposte alla disciplina di cui agli art. 1341 e 1342 c.c e art. 33 e seg. Cod. Consumo in tema di clausole vessatorie.

Ma gli artt. 1341 e 1342 c.c. e 33 e seg. Cod. Consumo in tema di clausole vessatorie non si applicano a favore dei contraenti consumatori?

Esattamente. La maggior parte delle volte il fideiussore non è coinvolto nell’attività di impresa, esercita la propria attività lavorativa in altri contesti e la garanzia sottoscritta serve ad agevolare un familiare.

Sotto questo aspetto, la giurisprudenza nazionale, riprendendo quella unionale ha classificato come consumatore qualsiasi persona che pur prestando una garanzia in favore di un imprenditore non abbia alcun legame con l’impresa stessa e nessun interesse.

Di conseguenza, dal punto di vista giuridico è preminente la valutazione sulla persona del fideiussore e non sul destinatario della garanzia.

Un fideiussore-consumatore può impugnare la fideiussione?

Si, il fideiussore consumatore può far valere la nullità di alcune clausole vessatorie inserite nel contratto. La più importante è quella che deroga il termine semestrale stabilito dall’art. 1957 c.c. 

La norma codicistica, in pratica, impone che il creditore escuta la garanzia nel termine di 6 mesi dalla scadenza del credito.

La clausola contrattuale che, invece, deroga il detto termine, poiché procrastina nel tempo, talvolta senza limiti, la facoltà del creditore di agire nei confronti del garante, di fatto sbilancia l’equilibrio del rapporto a favore del professionista.

Sotto questo aspetto, la clausola derogativa del termine è da considerarsi vessatoria ex artt. 1341 e 1342 c.c. e 33 e seg. Cod. Consumo

Pertanto, se non è stata oggetto di una effettiva trattativa e non è stata specificamente approvata la pattuizione dovrà esser dichiarata nulla.

La nullità è limitata alla clausola con l’effetto che torna vigente il termine legale di 6 mesi e, se il creditore ha atteso troppo per agire verso il garante, sarà dichiarato decaduto e il fideiussore liberato.

Quindi è sufficiente riscontrare questa clausola per ottenere la liberazione da un creditore bancario?

Purtroppo, no. Rilevare la presenza di tale clausola è certamente essenziale ma esistono anche altre criticità contrattuali che incidono sulla legittimità delle pattuizioni.

Inoltre, nel caso specifico, vanno considerati anche altri atti e documenti, come eventuali lettere con cui la banca ha richiesto il pagamento e atti giudiziari notificati.

Vanno fatte contestazioni tempestive e specifiche e solo a seguito di contenzioso giudiziario è possibile ottenere il riconoscimento delle nullità e la liberazione del fideiussore.

In alcuni casi, tuttavia, con un’adeguata difesa, anche in fase stragiudiziale è possibile obbligare la banca a desistere dal proprio intento eccependo fatti giuridici incontrastabili.

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