Perdite da investimenti: 5 irregolarità che ti permettono di recuperare i soldi persi

Cellulare e lapdop con grafici su investimenti finanziari.

Negli ultimi anni l’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) ha costantemente emanato decisioni che ricorrono intorno ad alcuni profili di inadempimento da parte di banche e intermediari nella vendita o nella consulenza su prodotti finanziari. Chi ha subito perdite perché consigliato a investire in strumenti non adeguati o senza le necessarie informazioni ha spesso ottenuto ristoro davanti all’ACF. In questo articolo riassumiamo le 5 irregolarità più frequentemente accertate e sanzionate con indicazioni dei principali segnali pratici su come riconoscerle e quali passi compiere:

1 – Mancata o incompleta informativa sui rischi

Spesso, nei casi da noi analizzati riscontriamo che l’intermediario non ha fornito al cliente informazioni chiare e tempestive sulla natura, sui rischi (es. rischio di liquidità) e sulle caratteristiche essenziali dello strumento sottoscritto: mancano schede prodotto, avvertenze sulla illiquidità o spiegazioni sulla struttura/garanzie. Quando lo strumento risulta illiquido o complesso e il cliente subisce perdite, l’omessa informativa è motivo frequente di accoglimento del ricorso in ACF. 

Segnale pratico: non aver ricevuto una scheda prodotto o spiegazioni scritte sul rischio di liquidità; consulente che minimizza la possibilità di perdita.

2 – Profilazione errata o assente e inadeguatezza/inappropriatezza delle raccomandazioni

È stato più volte rilevato che l’intermediario non ha raccolto o valutato correttamente informazioni su esperienza, conoscenze, situazione finanziaria e obiettivi del cliente – la cosiddetta “profilazione” tramite il questionario MIFID – e, di conseguenza, ha consigliato prodotti non coerenti con il profilo del risparmiatore (prodotti troppo rischiosi o complessi). Questo vizio viene frequentemente sanzionato. 

Segnale pratico: questionario di profilatura incompleto, standardizzato o incoerente con il successivo consiglio di investimento, risposte non fedeli alla realtà (ad esempio il cliente ha la licenza media e sul questionario è indicato come titolo di studio il diploma).

3 – Conflitti di interesse non gestiti o comunicati

Una delle condotte maggiormente sanzionare consiste nel caso in cui l’intermediario agisce senza adottare le misure organizzative per prevenire o mitigare conflitti di interesse (es.: collocamento di prodotti del gruppo, remunerazioni che incentivano il collocamento) oppure non informa adeguatamente il cliente della fonte del conflitto. Anche qui il Collegio dell’ACF tende a favorire il cliente quando la prova dell’informativa è carente. 

Segnale pratico: il consulente insiste su prodotti “propri” ovvero su prodotti facenti parte o riferibili a società controllate, oppure il consulente percepisce commissioni elevate non chiarite.

4 – Errori sugli ordini di vendita/trasferimento

Fra le criticità ricorrenti ci sono i ritardi nell’esecuzione degli ordini di disinvestimento, la mancata esecuzione o la violazione dell’ordine cronologico degli ordini di vendita: tali comportamenti possono aver impedito al cliente di limitare le perdite e sono stati spesso ritenuti dall’ACF fonte di responsabilità dell’intermediario. 

Segnale pratico: l’istituto non esegue immediatamente un ordine di vendita nonostante istruzioni scritte e urgenza, o addebita motivazioni vaghe.

5 – Documentazione insufficiente o dichiarazioni formali che non corrispondono alla realtà

L’ACF ha annullato o ridotto posizioni quando l’intermediario non è riuscito a dimostrare, con documentazione concreta e coerente, di aver ottemperato agli obblighi informativi e di valutazione (es.: schede prodotto non consegnate, registrazioni o report di consulenza mancanti o generiche). Anche dichiarazioni firmate dal cliente (p.es. “dichiarazione di aver compreso i rischi”) non liberano automaticamente l’intermediario se risultano inserite in un contesto documentale carente. 

Segnale pratico: file cartaceo/archivio digitale incompleto, mancata registrazione della consulenza o del colloquio, moduli generici.

Cosa fare se riconosci una (o più) di queste irregolarità

Raccogli tutta la documentazione – contratto Quadro di consulenza, collocamento e trasmissione ordini, moduli di profilatura (questionario MIFID), email, schede prodotto, promemoria di consulenza, estratti conto, data/ora di ordini – e contattaci.

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