Negli ultimi anni l’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) ha costantemente emanato decisioni che ricorrono intorno ad alcuni profili di inadempimento da parte di banche e intermediari nella vendita o nella consulenza su prodotti finanziari. Chi ha subito perdite perché consigliato a investire in strumenti non adeguati o senza le necessarie informazioni ha spesso ottenuto ristoro davanti all’ACF. In questo articolo riassumiamo le 5 irregolarità più frequentemente accertate e sanzionate con indicazioni dei principali segnali pratici su come riconoscerle e quali passi compiere:
- Mancata o incompleta informativa sui rischi
- Profilazione errata o assente e inadeguatezza/inappropriatezza delle raccomandazioni
- Conflitti di interesse non gestiti o comunicati
- Errori sugli ordini di vendita/trasferimento
- Documentazione insufficiente o dichiarazioni formali che non corrispondono alla realtà
1 – Mancata o incompleta informativa sui rischi
Spesso, nei casi da noi analizzati riscontriamo che l’intermediario non ha fornito al cliente informazioni chiare e tempestive sulla natura, sui rischi (es. rischio di liquidità) e sulle caratteristiche essenziali dello strumento sottoscritto: mancano schede prodotto, avvertenze sulla illiquidità o spiegazioni sulla struttura/garanzie. Quando lo strumento risulta illiquido o complesso e il cliente subisce perdite, l’omessa informativa è motivo frequente di accoglimento del ricorso in ACF.
Segnale pratico: non aver ricevuto una scheda prodotto o spiegazioni scritte sul rischio di liquidità; consulente che minimizza la possibilità di perdita.
2 – Profilazione errata o assente e inadeguatezza/inappropriatezza delle raccomandazioni
È stato più volte rilevato che l’intermediario non ha raccolto o valutato correttamente informazioni su esperienza, conoscenze, situazione finanziaria e obiettivi del cliente – la cosiddetta “profilazione” tramite il questionario MIFID – e, di conseguenza, ha consigliato prodotti non coerenti con il profilo del risparmiatore (prodotti troppo rischiosi o complessi). Questo vizio viene frequentemente sanzionato.
Segnale pratico: questionario di profilatura incompleto, standardizzato o incoerente con il successivo consiglio di investimento, risposte non fedeli alla realtà (ad esempio il cliente ha la licenza media e sul questionario è indicato come titolo di studio il diploma).
3 – Conflitti di interesse non gestiti o comunicati

Una delle condotte maggiormente sanzionare consiste nel caso in cui l’intermediario agisce senza adottare le misure organizzative per prevenire o mitigare conflitti di interesse (es.: collocamento di prodotti del gruppo, remunerazioni che incentivano il collocamento) oppure non informa adeguatamente il cliente della fonte del conflitto. Anche qui il Collegio dell’ACF tende a favorire il cliente quando la prova dell’informativa è carente.
Segnale pratico: il consulente insiste su prodotti “propri” ovvero su prodotti facenti parte o riferibili a società controllate, oppure il consulente percepisce commissioni elevate non chiarite.
4 – Errori sugli ordini di vendita/trasferimento
Fra le criticità ricorrenti ci sono i ritardi nell’esecuzione degli ordini di disinvestimento, la mancata esecuzione o la violazione dell’ordine cronologico degli ordini di vendita: tali comportamenti possono aver impedito al cliente di limitare le perdite e sono stati spesso ritenuti dall’ACF fonte di responsabilità dell’intermediario.
Segnale pratico: l’istituto non esegue immediatamente un ordine di vendita nonostante istruzioni scritte e urgenza, o addebita motivazioni vaghe.
5 – Documentazione insufficiente o dichiarazioni formali che non corrispondono alla realtà
L’ACF ha annullato o ridotto posizioni quando l’intermediario non è riuscito a dimostrare, con documentazione concreta e coerente, di aver ottemperato agli obblighi informativi e di valutazione (es.: schede prodotto non consegnate, registrazioni o report di consulenza mancanti o generiche). Anche dichiarazioni firmate dal cliente (p.es. “dichiarazione di aver compreso i rischi”) non liberano automaticamente l’intermediario se risultano inserite in un contesto documentale carente.
Segnale pratico: file cartaceo/archivio digitale incompleto, mancata registrazione della consulenza o del colloquio, moduli generici.

Cosa fare se riconosci una (o più) di queste irregolarità
Raccogli tutta la documentazione – contratto Quadro di consulenza, collocamento e trasmissione ordini, moduli di profilatura (questionario MIFID), email, schede prodotto, promemoria di consulenza, estratti conto, data/ora di ordini – e contattaci.



