5 ansie che l’imprenditore porta con sé in vacanza (e che invece potrebbe evitarsi)

Ecco giunte le ferie estive, che però gli imprenditori non sempre vivono a pieno. Troppi i crucci di cui non ci si libera neppure sotto l’ombrellone.
imprenditore con il volto preoccupato, sul bagnasciuga in vacanza

Computer spenti, cancelli chiusi, allarmi attivati. Almeno per un po’, in azienda tutto tacerà. Anche per gli imprenditori è giunta l’estate e, con essa, il momento di prendere una pausa. Che siano al mare o in montagna, non resta che godersi le meritate vacanze, per poi rimettersi in sella rigenerati nel corpo e nella mente. Difficilmente, però, gli imprenditori riescono a sgombrare la mente da ogni assillo. In realtà, esistono pensieri e preoccupazioni che ogni imprenditore porta con sé fin sotto l’ombrellone, o da cui si fa accompagnare anche durante un’escursione ad alta quota.

1. Il rischio geopolitico

In cima alla lista delle preoccupazioni vi è senza dubbio quella legata alle situazioni di tensione internazionale capaci di avere ripercussioni sui mercati. Si tratta di un assillo a cui gli imprenditori sono ormai tristemente abituati, essendo stati svariati – anche nel recente passato – gli accadimenti da cui ha preso vita un rischio geopolitico. Rischio che, com’è facile intuire, minaccia più da vicino le imprese operanti in contesti globali, ma dal quale non possono dirsi esenti neppure le aziende protagoniste dei soli mercati interni. Se le prime – infatti – registrano una diminuzione (se non addirittura un azzeramento) delle esportazioni, le seconde devono spesso fare i conti con un aumento dei costi delle materie prime, causato proprio da frizioni internazionali.

2. Costo delle materie prime

Che si tratti di un serio problema per le imprese, se ne è avuta riprova con il conflitto tra Russia e Ucraina, il quale ha inciso in maniera determinante sull’aumento dei prezzi. Attualmente, seppur non si registrino più i picchi raggiunti conseguentemente all’inizio delle ostilità, la quotazione delle materie prime resta alta, con evidenti ripercussioni sulle dinamiche aziendali. In ragione di ciò, è logico pensare che, anche mentre sta assaporando qualche giorno di meritato relax, un imprenditore non possa evitare di pensare a quale sia la strategia più indicata al fine di preservare la clientela da un improvviso innalzamento dei prezzi di vendita, mantenendo al contempo i margini di guadagno aziendali entro limiti economicamente convenienti. Si guarda intanto con preoccupazione a quanto sta accadendo tra le due Cine, quella popolare e quella democratica (Taiwan).

3. Innalzamento dei tassi di interesse

Un’altra nota dolente, l’ennesimo cruccio che accompagna l’imprenditore anche durante le vacanze: l’aumento dei tassi di interesse. L’aumento sempre più marcato dell’inflazione sta spingendo le Banche Centrali ad innalzare i tassi d’interesse per cercare di contrastare il fenomeno inflattivo. L’aumento dei tassi d’interesse da parte delle Banche Centrali influenza a sua volta l’aumento dei tassi interbancari Euribor, che sono i tassi con cui vengono condotte le operazioni di credito tra banche e tra banche, imprese e cittadini. In alcuni casi questi tassi sono raddoppiati nel giro di pochi mesi. Tutto ciò rischia di pregiudicare in maniera rilevante gli investimenti ed i progetti dell’imprenditore mettendo a rischio la stabilità aziendale. Se i tassi si innalzano, l’imprenditore dovrà fare i conti con un aumento del costo delle rate dei mutui e dei finanziamenti nonché degli interessi sul fido e dei canoni di leasing. Il rischio è che l’eccessiva onerosità porti l’impresa ad essere inadempiente e conseguentemente la banca a procedere con la revoca dei fidi, la decadenza dei mutui e finanziamenti e l’escussione delle garanzie. Senza dimenticare poi che l’aumento dei tassi d’interesse va ad incidere anche sugli strumenti finanziari derivati, esponendo così ad ulteriori spiacevoli sorprese quegli imprenditore che hanno incautamente e, senza capirne bene il funzionamento, sottoscritto questi prodotti.

4. Lacune organizzative interne

A turbare le vacanze non sono solo eventuali fattori esterni, ma anche pericoli che possono provenire dall’interno stesso dell’azienda. Si pensi, per esempio, al fatto che quelle di più piccole dimensioni sono spesso sprovviste di specifici reparti amministrativi cui affidare la gestione legale, bancaria e finanziaria dell’impresa. Questa mancanza può incidere negativamente sul business, che invece sarebbe tutelato nella sua integrità dall’eventuale presenza di un simile apparato. Ecco quindi che anche questo è un pensiero presente nella testa degli imprenditori, specie di quelli a capo di piccole realtà. Pensiero, tuttavia, facilmente risolvibile esternalizzando il servizio. A patto, però, che la scelta ricada su cui sia in grado di offrire un servizio di assistenza legale e bancaria garante di risultati concretamente apprezzabili.

5. Situazione debitoria preoccupante

Far funzionare un business significa anche assicurare il benessere economico di dirigenti e dipendenti. Si tratta di una responsabilità imprenditoriale non di poco conto, che pertanto emerge sempre, anche involontariamente, mentre si stanno godendo le gioie dell’estate. E se l’azienda non naviga in buone acque, quest’onere si trasforma in un vero e proprio tormento. Tuttavia l’ombrellone e la sdraio non sono solo luogo di pensieri e preoccupazione ma anche fonte di relax e di serenità che consentono di riflettere meglio sulle possibili soluzioni. Insomma, se anche in vacanza un imprenditore è turbato da simili pensieri, è bene che rifletta sulla necessità di affidarsi a professionisti abili a comprendere pienamente la situazione debitoria aziendale, a renderla più gestibile, a prospettare soluzioni realisticamente affidabili. Una scelta premiante anche sul lungo termine e che, pertanto, contribuirà a rendere più rilassanti e piacevoli le future estati di chi fa impresa.

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