Cosa si intende per Mutuo a tasso variabile indicizzato all’Euribor?
I mutui, ma in genere qualsiasi linea di credito come l’apertura di credito, possono prevedere che il valore degli interessi non sia stabilito da un unico tasso invariabile nel tempo, ma da uno variabile parametrato ad un fattore esterno obbiettivamente stabilito.
Perché si stipulano questi mutui?
La ragione del loro successo è che le banche propongono almeno in partenza dei tassi più bassi.
Perché le rate aumentano tanto?
Non è vero che le rate aumentano soltanto. In effetti, il valore del tasso variabile è parametrato all’indice Euribor il quale è influenzato dall’andamento dell’economia mondiale. Quando i trend dei macro-indicatori erano favorevoli l’Euribor è stato addirittura negativo e le rate sono state molto basse. Ovviamente quando si stipula un contratto di mutuo, l’obbligazione di pagamento si estingue dopo diversi decenni e, pertanto, le condizioni politiche ed economiche, come in questi ultimi anni, fanno oscillare i parametri di riferimento.
Perché il valore dell’Euribor non è unico?
L’Euribor non è un vero e proprio tasso ma un parametro che rappresenta un valore medio dei tassi comunicati dalle maggiori banche europee che costituiscono il cosiddetto panel.
La rilevazione tiene conto dell’effetto temporale. Si distingue, in pratica, il diverso valore in funzione della scadenza che può essere ad 1 mese, 3 mesi, 6 mesi ecc.
Che cos è la Base dell’Euribor?
La “Base” o divisore costituisce il parametro matematico per calcolare in maniera definita il valore della quotazione. In effetti, le banche stimano differenti tassi Euribor a seconda dell’epoca di rilevazione ed anche del divisore annuale che può esser riferito all’anno commerciale (360) e all’anno civile (365).
Esistono differenze tra l’Euribor calcolato con divisore 360 o 365?
Si. Basta consultare una qualsiasi tabella pubblicata sul Sole 24 Ore per rendersi conto che, ad esempio a parità di termine di rilevazione (ad esempio 1 mese) con il divisore 360 avremo un valore inferiore rispetto a quello 365.
A seconda del divisore varieranno anche gl’interessi della rata?
Si. Perché il valore degl’interessi della rata sarà calcolato in virtù del tasso periodicamente rilevato, l’Euribor, incrementato nella misura fissa dello spread. Pertanto, se, come abbiamo sottolineato a parità di termine di rilevazione l’applicazione di un divisore incide sul valore finale dell’Euribor, vuol dire che anche il valore degl’interessi risentirà della detta modalità di calcolo.

La banca è libera di applicare il divisore che vuole?
In effetti il divisore è un parametro che deve essere indicato nelle condizioni economiche del contratto.
Proprio perché fornisce risultati differenti, affinché la clausola determinativa degli interessi sia precisata e non lasciata all’arbitrio dell’intermediario, occorre una sua specifica pattuizione.
Cosa accade se la banca non indica in maniera specifica tutti gli elementi di calcolo dell’Euribor?
Si ha un’indeterminatezza della pattuizione che coinvolge l’oggetto del contratto (art. 1346 c.c.). Pertanto, la clausola sarà nulla.
Tuttavia, l’ordinamento non ha previsto una caducazione totale degli effetti del contratto, quanto l’applicazione di un rimedio integrativo rispetto al regolamento stabilito.
In conformità all’art. 117 TUB 7 comma, in caso vi sia indeterminatezza di elementi essenziali del contratto, allora il valore del tasso contrattuale sarà sostituito da quello BOT rilevato nei 12 mesi precedenti la stipula.
Quali sono gli effetti dell’applicazione del tasso sostitutivo?
Gli effetti sono duplici. Da un lato si applica, sin dall’inizio del rapporto, un tasso (BOT) il cui valore è certamente inferiore a quello convenzionale.
In seguito a tale ricalcolo, prendendo a riferimento una certa data, si ottiene certamente una differenza tra le somme dovute e quelle corrisposte.
Tale differenza costituisce un indebito versamento di somme all’istituto di credito.
Pertanto, il detto indebito costituirà un credito da far valere oppure opporre alla banca nel caso sia la stessa a procedere ai danni del mutuatario.
Se il mutuo è in ammortamento, si ottiene l’ulteriore beneficio sulle rate da corrispondere le quali saranno tutte ricalcolate al nuovo tasso sostitutivo ma in misura fissa e con un valore complessivo inferiore.
Allora sarà sufficiente verificare la presenza di questo divisore per ottenere un rimborso?
Questo è il primo passo. Purtroppo, le banche non cedono facilmente e anzi puntano a far accertare la correttezza del loro operato.
Pertanto, dovrà essere avviato un contenzioso e per fare questo bisognerà essere validamente assistiti.
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