La Rata dei finanziamenti con interessi maggiorati

La RATA di un finanziamento costituisce una delle informazioni più importanti da ricevere al momento della stipula di un contratto di prestito.

In generale, indipendentemente dai motivi per cui si richiede un prestito, il valore della RATA , incide molto nella decisione di accettare una determinata offerta creditizia.

Il prenditore, in generale, farà i suoi conti considerando la lunghezza del piano di rimborso, il costo totale degl’interessi, la possibilità di rimborso fiscale.

Ma la valutazione sul valore in sé della RATA e sulle capacità di rimborsarne il valore periodicamente, sono gli assilli più importanti del futuro mutuatario.

Ad ogni scadenza, mensile, trimestrale ecc., il debitore dovrà essere in grado di pagare il valore della rata concordata.

Pertanto nella fase iniziale, i consulenti della banca proporranno diverse offerte creditizie.

Le simulazioni tenderanno a raggiungere il consenso del cliente sui parametri fondamentali del contratto: Importo erogato, Tasso, Rata, Tempo di rimborso, periodicità di pagamento.

Tuttavia, dal punto di vista dell’intermediario le cose stanno di gran lunga in maniera differente.

Per il debitore, l’operazione prevede concettualmente la distinzione delle fasi dell’erogazione di una somma determinata e la quantificazione dell’importo da corrispondere.

Mentre per l’intermediario, l’intera operazione è collegata e tenuta insieme in un collegamento matematico ossia il calcolo della RATA.

Invero, indipendentemente da come è formulato un contratto di mutuo o finanziamento il fulcro finanziario matematico è determinato dal calcolo della rata.

La RATA, infatti, corrisponde all’intero Montante debitorio costituito da Capitale e Interessi che saranno corrisposti nell’intero periodo.

Pertanto, se per il semplice prenditore del credito, essa è solo il valore periodico prescelto per pagare la quota-parte del debito, per l’intermediario, la RATA è il frutto di un algoritmo e dipende dal tasso periodico applicato, dal capitale erogato e dal tempo.

Sotto questo aspetto, essa assume un ruolo fondamentale e contribuisce a portare in equilibrio l’intera operazione finanziaria.

Tutti questi fattori sono stabiliti all’interno della formula matematica che serve per calcolare la rata.

Questi elementi possono stare insieme in formule matematiche diverse a seconda del regime finanziario applicato.

Il regime finanziario, semplice o composto, è il complesso di principi che governano il rapporto degl’interessi con il tempo.

Se tale rapporto sarà proporzionale allora il regime applicato si intenderà semplice.

Se, invece questo rapporto restituirà dei valori di crescita esponenziali allora il regime applicato sarà composto.

Orbene, nella fissazione del valore della rata, l’intermediario calcolerà il valore dell’intero costo del finanziamento secondo il regime prescelto che è sempre quello composto.

In pratica, l’intermediario, sin dalla pattuizione, stabilirà, mediante un criterio di capitalizzazione, il valore complessivo degl’interessi.

La capitalizzazione degl’interessi comporta che il valore complessivo del costo del credito sia maggiorato.

Questa maggiorazione, tuttavia, non sarà ridimensionato dalla modalità di corresponsione anticipata degl’interessi che sarà poi imposta nella predisposizione del piano di ammortamento.

Di questa “imposizione”, il cliente non è messo a conoscenza.

Esso si concentrerà sul valore della RATA e penserà che il costo totale sia un valore proporzionale ed ineludibile.

Si tenga, però, presente che la formula di calcolo della Rata è la seguente:

Ove: C è il capitale, i è il tasso d’interesse nella misura infrannuale e n è il numero complessivo delle rate.

Orbene, non è difficile rilevare che gl’interessi nella rata sono capitalizzati in funzione del tempo.

Il fattore (1+i)^n posto al denominatore della formula nella versione inversa 1/(1+i)^n (pari al fattore di attualizzazione, dal punto di vista matematico), corrisponde alla sequenza (1+i) x (1+i) x (1+i) x (1+i)…(1+i)^n

Il fattore di crescita (1+i)^n prevede, alle scadenze periodiche, la produzione ricorsiva di interessi su interessi [(… i x i x i …)], e determina una lievitazione esponenziale della spettanza pattuita che viene a pregiudicare la ragione proporzionale con il tempo degli artt. 821 e 1284 c.c.

È evidente che, il valore della capitalizzazione crescerà in virtù di un ritmo esponenziale.

Tale assunto matematico non può essere smentito.

La RATA, per quanto detto, non sarà solo un punto di equilibrio tra le diverse esigenze dell’intermediario e del debitore, ma è un valore che contiene l’intero costo del finanziamento frutto di una maggiorazione non evidenziata né pattuita.

Una maggiorazione che, nella fase della stipula, non risulta evidente ma che, nel percorso di pagamento dispiegherà tutti i suoi effetti, quando appunto l’effetto del tempo sarà molto più incidente.

È possibile contestare questo comportamento illegittimo dell’intermediario che, se non ha adoperato in favore del cliente tutti i presidi di correttezza e buona fede dovrà risarcire lo stesso mediante una rideterminazione del valore della rata e degl’interessi.

Lo studio giuridico delle clausole contrattuali e quello matematico offerto dal team tecnico-legale dello Studio Del Pesce & Russo è in grado di evidenziare le falle esistenti nei contratti di finanziamento stipulati dalle imprese e privati.

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