Vademecum del risparmiatore: 6 regole per investire in tutta sicurezza

Informarsi, essere consapevoli dei rischi, avere un piano. Investire non è semplice, perciò alcuni consigli sono d’aiuto.
Investitori che guarda il grafico di azioni in borsa

Che sia più o meno cospicuo, il risparmio rappresenta sempre il frutto di sacrifici e del sudore della fronte e, pertanto, va tutelato nella sua integrità, perché soltanto così può trasformarsi in ulteriore ricchezza. Ma come raggiungere questo scopo? A renderlo possibile è un insieme di regole, che nel loro complesso costituiscono una sorta di vademecum per ogni investitore intenzionato a diventare un risparmiatore consapevole e soddisfatto.

  1. Pianifica
  2. Diversifica
  3. Non investire in ciò che non comprendi
  4. Controlla i costi
  5. Non ragionare per singolo prodotto
  6. Occhi aperti contro le truffe

1. Pianifica

È questa la parola d’ordine, quasi una regola di ferro, che consente di aprirsi un varco verso il successo finanziario. Nel dettaglio, pianificare un investimento significa avere consapevolezza di ciò che si vuole concretamente realizzare/ottenere con i propri risparmi, dell’arco temporale entro cui realizzarlo (orizzonte temporale), ma anche della nostra tolleranza al rischio. Che l’intento finale sia comprare casa o pagare le spese di istruzione dei nostri figli, l’importante è avere le idee chiare. Di grande aiuto può essere il consiglio di consulenti esperti, in grado di disegnare la rotta migliore per i nostri investimenti. Per esempio, chi intenda investire una somma di denaro da destinare successivamente all’acquisto di un immobile, grazie al parere di un professionista potrà elaborare la pianificazione ideale per gestire al meglio il proprio denaro, senza oltrepassare l’orizzonte temporale prefissato ed evitando e/o limitando i rischi di diminuzioni di capitale.

Una volta effettuata la pianificazione, è poi opportuno evitare stravolgimenti. Il mercato è indubbiamente soggetto a fluttuazioni che a volte possono rendere necessarie delle variazioni e dei riposizionamenti rispetto al piano iniziale, ma vanno evitate modifiche radicali dettate dalla sola emotività.

2. Diversifica

Diversificare è fondamentale. E se lo dice Harry Markowitz – vincitore del Nobel per l’economia nel 1990 insieme a Merton Miller e William Sharpe – allora c’è da fidarsi. Mai investire tutti i propri risparmi in un unico prodotto finanziario, in uno o più prodotti della stessa banca, o in quelli appartenenti a una medesima area geografica o a un medesimo settore. È opportuno comportarsi come i mercanti veneziani di un tempo, che imbarcavano le loro preziose merci suddividendole tra più navi, così da evitare che l’eventuale naufragio di una di esse significasse la perdita dell’intero carico. Differenziare il portafoglio per prodotto, strategia aziendale, settore economico e area geografica, significa prevenire eventuali perdite derivanti dal puntare tutto un unico investimento. Il vecchio adagio “mai mettere tutte le uova nello stesso paniere” è quanto mai essenziale negli investimenti finanziari!

3. Non investire in ciò che non comprendi

Banche, consulenti e professionisti sono lì pronti per consigliarci nel modo migliore. Tuttavia, è pur sempre opportuno evitare di far eccessivo affidamento su quanto ci viene detto. Più indicato è capire cosa effettivamente un determinato prodotto è in grado di offrire e quali ne sono gli elementi costitutivi, che bisogna necessariamente comprendere così da evitare brutte sorprese. Capire il funzionamento di un prodotto finanziario, le possibili evoluzioni ed i rischi è importante e bisognerebbe evitare di investire se non si è ben compreso tutto ciò. A tal riguardo, vengono in soccorso anche le normative europee sulla trasparenza, che hanno obbligato gli emittenti di prodotti finanziari a elaborare documentazioni indispensabili per fornire informazioni ai clienti. Nel ventaglio dei documenti previsti, rientra anche il KIID (Key Investor Information Document), ove vengono indicati e sintetizzati in modo semplice gli elementi chiave del prodotto finanziario prescelto.

4. Controlla i costi

Grande attenzione meritano le spese, come ad esempio i costi di entrata/uscita e quelli di gestione dei fondi e/o delle polizze, perché capaci di incidere significativamente sulla performance finale dell’investimento. I costi vanno monitorati specie quando la banca è intenzionata a offrire i cosiddetti “prodotti della casa”, ossia fondi di investimento facenti capo alle Società di Gestione del Risparmio (SGR) da essa controllate. Ciò dà vita a un conflitto di interessi che, se da un lato favorisce il doppio guadagno dell’istituto bancario, dall’altro può rendere meno proficuo l’investimento operato dal risparmiatore. Meglio quindi confrontare il prodotto offerto con quelli gestiti da altre società, per verificare quanto i costi influiscano sul rendimento. Esistono infatti fondi simili ma caratterizzati da spese differenti, e tale diversità può essere determinante – tanto in positivo quanto in negativo – sul ricavo finale.

5. Non ragionare per singolo prodotto

Un investitore individua un possibile investimento finanziario e si chiede: “Sarà vantaggioso?”. Fermo restando che sul mercato ci sono prodotti da evitare a prescindere, risulta difficile fornire una risposta univoca a tale quesito. Uno stesso prodotto finanziario potrà essere buono per un investitore e meno buono per un altro investitore. Più opportuno è chiedersi se quel determinato investimento si adatti al profilo, all’orizzonte temporale e alla tolleranza nei confronti del rischio di ogni singolo risparmiatore. Ragionando in un’ottica di portafoglio, è poi preferibile domandarsi se esso, nel suo complesso, sia stato strutturato in maniera consona alle caratteristiche finanziarie, alle intenzioni e alla volontà di rischiare che caratterizzano ognuno di noi. A far la differenza, più che il singolo prodotto, è dunque la somma degli stessi, che nel loro insieme costituiscono il portafoglio finanziario di ogni investitore. La domanda “Sarà vantaggioso?”, quindi, assume significato se riferita all’intero portafoglio piuttosto che al singolo prodotto finanziario che lo compone.

6. Occhi ben aperti contro le truffe

Il web può costituire l’habitat ideale per chi vuole raggirare un investitore. È dunque su questo terreno, più che su quello bancario, che si gioca la partita determinante per proteggere i propri risparmi. Girando in rete, ma anche tra le proprie conoscenze, è facile imbattersi in promesse di mirabolanti rendimenti a capitale garantito, ovvero senza mettere a rischio il proprio capitale. Nel dettaglio, bisogna fare attenzione a chi millanta la possibilità di garantire rendimenti superiori all’1-1,5% su prodotti “risk free”, come tali intesi quelli in cui il capitale è garantito e il rischio è quasi nullo (quali – per esempio – i contratti di deposito bancario, i buoni fruttiferi postali, i Bund tedeschi). L’impossibilità di concretizzare questa promessa deriva dall’andamento del mercato finanziario, ove è attualmente inverosimile garantire rendimenti più alti di quelli poc’anzi citati, senza mettere a repentaglio il capitale. Farsi allettare da guadagni utopistici significherebbe cadere in trappola e dire addio ai risparmi accumulati con tanti sacrifici. È possibile ottenere rendimenti anche elevati ma non senza mettere a rischio i propri soldi. Meglio, quindi, evitare chi promette rendimenti elevati a capitale garantito; quasi sicuramente ci attendono brutte sorprese dietro l’angolo.

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